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Protocollo del 1° dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
Il protocollo del 1° dicembre 2009 chiude una ennesima vertenza dell’autotrasporto.
Si tratta probabilmente di una delle vertenze meno significative (per usare un cortese eufemismo): le risorse economiche in finanziaria erano già state annunciate ed i tavoli di confronto, in fondo, non si può dire che siano stati negati.
I tavoli ci sono sempre stati, la volontà politica per intervenire seriamente sulle regole, un po’ meno.
Infatti, anche la struttura del protocollo rappresenta un segnale politico non indifferente: prima le risorse economiche dettagliate e descritte e solo dopo, il solito elenco dei principi delle regole che dovrebbero essere discusse in un dato periodo, previo confronto con la rappresentanza della committenza.
A nostro avviso l’aspetto normativo non può essere subordinato a quello economico. Semmai è il contrario. Se non altro perché una azienda preferisce ricevere i soldi dal mercato piuttosto che dallo Stato (sempre ammesso che le risorse che raggiungono le imprese le facciano sopravvivere).
Le richieste della stragrande maggioranza delle imprese non sono esagerate. Solo poche regole, chiare e facilmente controllabili, per aumentare la capacità contrattuale delle imprese di autotrasporto e, di conseguenza, migliorare la trasparenza del mercato e la sicurezza stradale.
Quindi un protocollo debole. Per il quale non abbiamo avvertito la necessità di sottoscriverlo, neanche per “presa d’atto”.
Comunque, per entrare nel merito delle regole attendiamo il confronto con la committenza. Già fissato per il prossimo 17 dicembre nell’ambito della Consulta per l’Autotrasporto. All’ordine del giorno: tempi di pagamento e copertura dei costi di produzione dei servizi di autotrasporto.
Qualcuno sostiene (e probabilmente non ha torto), che il confronto con la committenza si trascinerà per mesi fino alla prossima vertenza dell’autotrasporto: le associazioni avanzeranno richieste economiche e regole di mercato. Le risorse economiche si troveranno, per le regole, invece, nuovi impegni, nuove scadenze e vecchi tavoli di confronto. E così via, fino alla prossima legislatura.
Per le Vostre opinioni: opinioni@trasportounito.org
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